Feste medievali: il Carosello storico di Cori

luglio 17, 2010 alvi 1 commento

Il bello dell’Italia è che attraversandola da Nord a Sud è come compiere un viaggio in epoche diverse per via delle tante tradizioni e festività presenti in ogni regione. Al di là delle festività più famose come il Palio di Siena o il Carnevale di Venezia, sono i borghi più piccoli, magari poco conosciuti, a sbalordire il visitatore coinvolgendolo in un viaggio indietro nel tempo. Questo è il caso di Cori….

Costume Priora

In questo delizioso paesino in provincia di Latina si svolge ogni in anno il Carosello storico dei Rioni, una vera è propria rievocazione storica di come si svolgeva questo genere di competizione in epoca medievale. Il Carosello si svolge ogni anno durante l’ultimo sabato di giugno e l’ultima domenica di luglio, periodo durante il quale il paesino si divide letteralmente in tre. A sfidarsi sono infatti i rioni di Porta Signina, Porta Romana e Porta Ninfina, ognuno dei quali partecipa alla gara con propri cavalieri e sfilata in costume che rappresenta i personaggi storici più importanti tra cui il Priore e soprattutto la Priora. Quest’ultima è forse il personaggio più atteso dell’anno per via del suo abito che è sempre oggetto di discussione da parte delle donne del paese.

La gara consiste in una prova di abilità durante la quale ciascuno cavaliere deve riuscire a centrare l’anello del carosello in groppa al suo destriero. Ma la manifestazione in sè è molto di più della semplice gara. La sfilata d’inizio, ad esempio, è l’occasione per assistere alle evoluzioni dei vari gruppi di sbandieratori che rappresentano il simbolo stesso di Cori. Tutto il paesino vive il Carosello con la massima partecipazione e i preparativi, dalla lavorazione dei costumi agli allennamenti dei cavalieri, iniziano mesi prima in modo che tutto si svolga alla perfezione.

Assistere al Carosello è anche un modo per conoscere e gustare i prodotti tipici di Cori: vino, olio, olive, pane, formaggi, prosciutto cotto al vino e, per finire, i deliziosi biscottini aromatizzati al vino per concludere con dolcezza il pasto corese.

Cavaliere     ©Newsly.it

Cavaliere ©Newsly.it

Sbandieratori  ©Newsly.it

Sbandieratori ©Newsly.it

Testo di A.L.V.

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Arancini catanesi…..Miiiizzica!

giugno 20, 2010 alvi Lascia un commento

Per il popolo di siciliani, soprattutto catanesi, che abitano a Roma si suggerisce di fare una visita al Bar Mizzica in zona Piazza Bologna. Individuarlo non è difficile! Una volta usciti dalla metro linea B (direzione rebibbia), basta prendere la direzione Province e seguire il ‘profumo’ inebriante di brioche e arancini…ed eccovi già arrivati a destinazione.

Il Bar Mizzica è in grado di alleviare qualunque tipo di nostalgia da terra di Trinacria, soprattutto se si soffre di un attacco improvviso di carenza da gastronomia catanese. Varcata la soglia di ingresso si scorgono immediatamente i banconi ricolmi di frutta martorana, cannolli alla ricotta, cassatelline, gelati, brioche (quelle catanesi, tonde con il ‘coppolocchio’!!) e naturalmente le granite. Poi si passa al reparto salato, e lì è come avere tutti i bar della via Etnea a portata di mano: arancini, cipolline, cartocciate, pizzette e tante altre sfizioserie tutte catanesi.

Nota importante! Non si tratta di un’improvvisazione o brutta copia di pietanze siciliane. Il cibo è autentico, i sapori inconfondibili, l’ambientazione perfetta con tanto di immagini di S.Agata, liotru e piatti alle pareti che ritraggono i quartieri più caratteristici di Catania: Piazza Duomo, u’liotru, la fontana dell’Amenano e così via. Un tempio di golosi catanesi nel cuore della Roma bene, alle porte del quartiere Parioli.

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Scoprendo Roma: il quartiere Coppedè

maggio 29, 2010 alvi 1 commento

Un salotto all’aperto nel cuore di Roma. Questa è l’impressione che si ha del quartiere Coppedè che trae il nome dall’architetto fiorentino, Gino Coppedè, che ne ha curato la realizzazione negli anni Venti del 1900. Il quartiere si trova alle porte della celebre zona Parioli e si compone di un insolito dedalo di strade con palazzi signorili e villini dallo stile del tutto originale, quasi un’ambientazione da favola ideale per un set cinematografico.

Villino delle Fate

Un arco da cui pende un magnifico lampadario realizzato in ferro battutto apre il sipario sull’onirico Coppedè. A piazza Mincio si trova la Fontana delle Rane, un monumento dalle linee morbide che realizzano un incredibile effetto dinamico, un anticipo alla magia che anima l’atmosfera di questo particolarissimo, e ai più sconosciuto, quartiere romano. Proseguendo su via Aterno e via Brenta si trovano i Villini delle Fate, veri e propri capolavori architettonici impreziositi da grifoni, segni zodiacali, leoni alati e persino un veliero. La scritta ‘Fiorenza sei bella’ è una dedica di Coppedè stesso all’amata città natia.

Il quartiere Coppedè si trova nei pressi di Piazza Bologna (dove si trova la fermata della Metro B). Per chi si recasse a visitarlo per la prima volta si consiglia un tour serale, magari all’imbrunire quando l’effetto rosato del tramonto dona i palazzi ‘fatati’ una sfumatura che ne esalta i magnifici affreschi e loggiati in legno. Giunti a piazza Mincio fermatevi, osservate lo spettacolo che vi circonda e provate a pensare alla vostra favola preferita: siete esattamente lì!

di A.L.V.

Categories: Viaggi

Deliziosi muffins al prosciutto

maggio 5, 2010 alvi Lascia un commento

Da sempre conosciuti come dolcetti, i muffins sono ormai presenti in innumereoli versioni. Di seguito presentiamo la ricetta dei muffins salati con un ripieno a base di prosciutto e formaggio, l’ideale per arricchire la tavola con un pane per così dire ‘alternativo’ e gustosissimo.

Muffins prosciutto e formaggio

Ingredienti:

50 gr di burro

2 uova

120 gr di farina 00

50 gr di formaggio (meglio se Emmental)

50 gr di prosciutto cotto

un pizzico di sale

1/2 bustina di lievito per torte salate

Procedimento:

Sbattere in una terrina le uova, la farina setacciata e il lievito, quindi aggiungere il burro fuso e il sale. Lavorare il composto possibilmente con l’ausilio di una frusta elettrica fino a farlo diventare omogeneo. In seguito, unire il formaggio e il prosciutto entrambi tagliati a dadini molto piccoli.

Imburrate gli stampi e riempite ognuno con il composto (2/3 circa della loro capacità). Mettere a cuocere in forno preriscaldato a 200° C per circa 30 minuti. A cottura ultimata servire i muffins tiepidi.

Chi volesse essere più fantasioso può servire il muffins su un letto di verdure grigliate di stagione.

Buon appetito!

Lo sapevate che…I muffins dolci originali risalgono all’Inghilterra dell’epoca vittoriana ed erano tradizionalmente riconosciuti come il dolce della classe povera. Dall’Inghilterra i muffins approdarono negli Stati Uniti tanto che tutt’oggi le due varianti, inglese e americana, sono abbastanza diverse: grigliati i primi, cotti al forno i secondi. Negli USA i muffins che vanno per la maggiore sono quelli alle mele, ai mirtilli e al mais.


Categories: Gastronomia e ricette

Profumo di mandorle per le strade di Erice

aprile 29, 2010 alvi 2 commenti

Chi viaggia in Sicilia scopre ben presto che i borghi medioevali ancora intatti sono una vera rarità, qualcosa che fa eccezione rispetto alla classica architettura greca o araba a cui si è abituati quando si visita la terra di Trinacria. Insieme a Castelbuono, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, Erice è l’altro incantevole paesino medioevale con le classiche strade acciottolate e strette dove si susseguono negozietti turistici dalle vetrine particolarmente allettanti. Di cosa si tratta? Chiudere gli occhi, annusare l’aria e assaporare l’atmosfera ‘infarcita’ di dolcetti alle mandorle, mustaccioli e molte altre varianti. Ogni pasticceria è curata con un’attenzione tale che i dolci esposti sembrano piccole opere d’arte di gioielleria. Un piacevole spettacolo che attrae lo sguardo dei visitatori e stuzzica l’appetito!

L’artigianato locale è una delle principali attrazioni turistiche di Erice. In una bottega lungo la via principale si trova una famiglia di tessitrici, mamma e figlia, che con un telaio d’epoca realizzano dei capolavori come borse e tappeti dai colori variopinti, l’ideale per arredare una casa in stile etnico.

Erice è nota ai più come ‘la città della scienza’ dal momento che è sede del Centro di Cultura Scientifica E.Majorana. Ogni anno scienzati e giuristi di tutto il mondo si incontrano in questa cittadina siciliana per partecipare a simposi, tavole rotonde e siminari di altissima valenza culturale. Di certo il luogo è particolarmente conciliante così com’è arrocato in una montagnola, il Monte Erice appunto, e con splendida vista panoramica sul mare. L’aria umida, la rugiada mattutina, le foglie dei prati di colore verde brillante e quella nebbiolina che tende ad avvolgere il paesino…tutto questo rimanda ad una terra lontana, forse l’Irlanda: un’Irlanda siciliana.

E per gli appassionati di vino, ci troviamo nella strada dell’Erice Doc, il percorso enogastronomico che include Erice, Trapani, Segesta e Mozia.

testo di A.L.V.

Maggio a San Francisco, per gli appassionati di web e social network

aprile 23, 2010 alvi Lascia un commento

Cari lettori e instancabili navigatori di Internet, se avete voglia di aggiornarvi sulle ultime tendenze del web, soprattutto il 2.0, vale a dire social media e famiglia, allora potrebbe interessarvi l’evento che a giorni si terrà a San Francisco, nella patria della Silicon Valley. Il Web2Expo, questo il nome della fiera, si svolgerà dal 3 al 6 maggio, e vedrà come principali protagonisti i grandi cervelli di Apple, Google, EBay, Facebook e Twitter, solo per citare le aziende di fama mondiale specializzate in e-commerce, applicazioni web all’avanguardia e social network di ultima generazione. Gli appassionati del settore avranno la possibilità di fare un vero e proprio viaggio nel futuro grazie ai numerosi workshop e seminari tenuti da chi detiene il monopolio della comunicazione web.

Il contesto è senz’altro straordinario. Oltre ad essere annoverata tra le prime cinque città tecnologiche (Tokyo, Seul, Singapore e Honk Hong), San Francisco rievoca la storia dei cercatori d’oro ed è unica nel suo genere architettotico con grattacieli di ultima concezione, pagode cinesi con dragoni dorati del quartiere di China Town, tra i più estesi d’America, e il famoso Golden Gate Bridge. Una città che esprime l’essenza del melting pot statunitense con un’economia votata all’high tech. I 50 colli sono il vero marchio di fabbrica di San Francisco rendendola riconoscibilissima anche se non la si è mai visitata. Le riprese di film come Mrs Doubtfire, Sister Act e il più recente La ricerca della felicità (regista G.Muccino, interprete W.Smith) sono state interamente girate a San Francisco proprio per via delle particolari caratteristiche che rendono questa città un perfetto set cinematografico.

Da maggio fino alla fine dell’estate, San Francisco mantiene un clima piacevole dalle caratteristiche quasi mediterranee, anche se non mancano le giornate di nebbia fitta che potrebbero completamente offuscare il particolarissimo panorama della città. Se fino a una decina di anni fa un viaggio fino alla Silicon Valley era ‘roba da ricchi’, oggi una vacanza a San Francisco è molto più abbordabile, soprattutto se prenotata per tempo….In alternativa, va bene anche sognare ad occhi aperti guardando alcune tra le più celebri commedie americane ambientate a San Francisco.

Categories: Eventi, Viaggi

Crostata Bio…un assaggio di cucina vegana

aprile 19, 2010 alvi Lascia un commento

Ancora una volta grazie al gentile contributo di una lettrice appassionata di cucina bio, vi segnaliamo una ricetta alternativa alla classica crostata. L’assenza di uova e burro rendono questo dolce leggero e di facile digestione, ideale da gustare sorseggiando un buon tè  o una tisana.

Ingredienti:

300 g. di farina integrale

2 cucchiai di zucchero nero di canna

1 buccia grattugiata di limone

3/4 di una bustina di lievito

100 g di latte di soia

1 tazzina di caffè d’orzo

300 g di marmellata

70 g di olio extra vergine di oliva

Procedimento:

Preparare la pasta frolla unendo la farina, l’olio, il caffè d’orzo, lo zucchero, la buccia di limone, il lievito, il latte di soia. Fare riposare l’impasto per qualche minuto.

Stendere la metà di questo impasto in una  tortiera unta , cospargere di marmellata e con il restante preparare delle striscioline larghe 2 cm, disporle nella maniera classica e infornare per circa 30 minuti, a forno preriscaldato.

Servire tiepida accompagnata da una buona tisana alla malva e verbena.

contributo di T.A.

Turismo in Sicilia: una risorsa su cui puntare

aprile 15, 2010 alvi Lascia un commento

Isola di Lipari, Eolie

Sole, mare, colori e sapori. Non è un caso che la Sicilia sia una delle destinazioni turistiche più apprezzate da visitatori italiani e stranieri che ogni anno prenotano con largo anticipo le loro vacanze. La sovrapposizione di dominazioni succedutesi nel corso dei secoli ha reso la Sicilia una terra del tutto peculiare con singole province che mantengono tratti caratteristici, tradizioni religiose e gastronomiche del tutto esclusive.

Miti e leggende avvolgono l’Isola di quell’aurea di mistero che piace tanto ai suoi abitanti e che sorprende gli stranieri. La varietà dei paesaggi, dalle spiagge assolate ai luoghi di montagna, fa sì che la Sicilia incontri i gusti di tutti con un’offerta turistica che aumenta e si specializza di anno in anno. Le nuove tendenze in atto sono principalmente due: nascita di nuovi resort dedicati al benessere e sviluppo di strutture agrituristiche, due carte vincenti per il rafforzamento del comparto turistico siciliano. Tutto ciò è reso possibile dal fatto che sul territorio sono presenti sia sorgenti termali, come nel caso delle terme di Sciacca o dell’isola di Vulcano, che prodotti agricoli dal gusto unico e squisitamente ‘siculo’. Proprio le produzioni tipiche rappresentano uno dei principali motivi di attrazione turistica locale, nazionale ed estera.

Oltre che per l’indiscussa bontà della sua gastronomia, la Sicilia è un’ottima destinazione di vacanza per chi è appassionato di sport e natura. Tra Parco dei Nebrodi, Parco delle Madonie e Parco dell’Etna, gli amanti di trekking, mountain bike e sci troveranno pane per i loro denti! Sono innumerevoli i sentieri da potere praticare da soli o con la presenza di guide specializzate che forniscono notizie interessanti sulla flora e la fauna locali. Sul versante occidentale, la Riserva dello Zingaro è un altro percorso naturalistico da non perdere.

Sicilia è anche arte: un meraviglioso incontro di stili differenti che hanno ispirato poeti, scrittori e registi di tutto il mondo. Come non citare l’incanto del comprensorio della Val di Noto con i suoi magnifici esempi di architettura barocca di chiese e palazzi del Seicento ancora oggi in perfetto stato di conservazione. Dulcis in fundo, la Valle dei templi di Agrigento e i teatri di Siracusa e Taormina sono i luoghi perfetti dove rivivere il mito greco della Sicilia.

testo di A.L.V.

Categories: Viaggi

Esperienza si, esperienza no: come deve orientarsi il povero disoccupato?

aprile 13, 2010 alvi Lascia un commento

Anno 1987. Per la prima volta viene proiettato il film ‘Il segreto del mio successo’ e i giovani di mezzo mondo sognano la possibilità di fare carriera e diventare finalmente qualcuno che conta….ma vi ricordate le scene iniziali del film? Il protagonista, un giovane proveniente dalla campagna, si catapulta a New York nella speranza di trovare un posto di lavoro. Beh, il giovane è laureato, brillante e con tanta voglia di fare, ma tutto questo alle aziende non basta…per alcune il ragazzo non ha sufficiente esperienza, per altre ne ha troppa, risultato: il ragazzo riesce ad ottenere un banalissimo posto di lavoro al reparto corrispondenza della multinazionale di un suo lontano zio e…il resto della storia lo sapete.

2010. Il buon 80% dei giovani laureati e brillanti annaspa nella melma della disoccupazione, per di più con il bombardamento costante da parte dei media su quanto è difficile questo momento storico, sulle aziende che chiudono e così via. Ma ecco il sopraggiungere dei paradossi. Ci sono sostanzialmente due tipi di disoccupati (per semplicità consideriamo solo i laureati): i neolaureati e i laureati un pò più maturi.

Capitolo I – Il neolaureato si trova in una situazione che definire tragica è poco. Nella maggior parte dei casi il poveretto non conosce nulla di ciò che lo aspetta, non ha idea delle dinamiche del mondo, o meglio dire della jungla lavorativa, e soprattutto non ha esperienza. Allora cerca come un disperato la possibiltà di fare uno dei famosi e tanto agognati stage formativi, nella speranza di poter dire che ha finalmente esperienza. Si badi bene. Lo stage, sebbene non retribuito per antonomasia, non cade giù dal cielo! L’opportunità di fare uno stage è quasi un dono, anzi una conquista che si ottiene con molte difficoltà e in genere anche dopo un anno. Comunque alla fine il povero disoccupato neolaureato ce la fà e porta a compimento il suo stage. Ora è pronto per dire che ha esperienza….

Capitolo II – Il laureato più maturo si trova invece in una situazione tragicomica….Perchè? Dopo aver fatto lo stage e dopo aver acquisito una discreta, ma di certo non lunga, esperienza….beh, le aziende lo rifiutano perchè invece ha troppa esperienza, esattamente come nel film di cui si parlava prima. Risultato: il poveretto si trova costretto a ‘ridimensionare’ le qualifiche presenti nel suo cv in modo da risultare sufficientemente inesperto da poter essere appetibile da parte delle aziende. E allora tutta quella corsa a cosa è servita? Laurearsi in tempo, conquisatrsi lo stage, riuscire a fare una seppur breve esperienza lavorativa. Tutto questo a cosa serve? A pensarci bene viene in mente uno dei paradossi di Zenone su Achille e la tartaruga dove la sostanza è che Achille può correre all’infinito tanto non raggiungerà mai la tartaruga…Naturalmente in quel caso il paradosso ha più un risvolto matematico, ma il risvolto filosofico è applicabile al caso del povero disoccupato.

E allora cosa occorre fare per non restare imbrigliati nei paradossi imposti dalla società e dal mondo del lavoro in particolare? Beh, ritorniamo al film che ci è servito da esempio. Alla fine il giovane protagonista ne esce vincente grazie alle sue capacità personali, alla sua grinta e alla sua creatività riscattandosi su un sistema che lo dava già perdente. Se è successo a lui, perchè non può succedere agli altri? In fondo, basta crederci.


Categories: Notiziario

Cheesecake: delizia newyorkese sulle tavole degli italiani

aprile 9, 2010 alvi Lascia un commento

Cari lettori, grazie al gentile contributo di una lettrice, oggi proponiamo la storia e la modalità di preparazione della cheesecake.

La cheesecake è un dolce tipico di New York. Pare che la torta al formaggio abbia origini antiche e che una prima versione fu fatta dai greci come dolce da servire agli atleti in occasione dei giochi olimpici e che poi fu esportata in tutta Europa dai romani. Secoli dopo apparve in America con la ricetta portata dagli immigrati.

La storia narra che verso la fine del 1800, un lattaio americano, tale James L. Kraft, nel tentativo di riprodurre un formaggio francese, inventò invece il formaggio fresco pastorizzato a cui diede il nome Philadelphia. Da allora ebbe inizio la diffusione di questo prodotto impiegato anche per la preparazione della moderna cheesecake. Per tale ragione, gli stessi americani sostengono che i più esperti produttori di cheesecake siano proprio i newyorkesi.

Ingredienti e Procedimento:

Per la crema:

- 100 ml di panna fresca

- 20 gr di amido di mais

- succo di mezzo limone

- 600 gr di formaggio Philadelphia

- 2 uova intere e 1 tuorlo

- 1 bustina di vanillina

-  100 gr di zucchero

Per il fondo:

-  250 gr di biscotti, possibilmente tipo digestive

-  150 gr di burro

-  2 cucchiai di zucchero di canna

Per la copertura:

-  200 ml di panna acida

-  1 bustina di vanillina

-  2 cucchiai di zucchero a velo

Mettere i biscotti nel mixer, aggiungendo lo zucchero di canna, poi sminuzzateli. Fate sciogliere il burro in un pentolino e in seguito amalgamate burro e biscotti sminuzzati in una ciotola.

Imburrate una tortiera e foderatela di carta forno. Versate il composto (biscotti e burro) e livellatelo aiutandovi con un cucchiaio. Lasciate riposare in frigo per un’ora.

Nelfrattempo, preriscaldate il forno a 180 gradi. Amalgamate in un’ampia ciotola le uova, la vanillina e lo zucchero  e sbattete il composto finchè non diventa omogeneo. Quindi, aggiungete il formaggio fino a fare assumere al composto una consistenza cremosa.

Sempre rimescolando, aggiungete il succo di limone, la farina di mais, due pizzichi di sale e per finire la panna (non montata).

Versate la crema ottenuta sul composto che avete lasciato a riposare in frigorifero, e infornate a 180° per 30 minuti. A cottura avvenuta, spegnete il forno, e lasciate riposare la cheesecake per altri 30 minuti (sempre in forno).

Non appena la cheesecake è a temperatura ambiente, mescolate la panna acida con i due cucchiai di zucchero e la bustina di vanillina, quindi versate il composto per guarnire la torta.

In base ai gusti si consiglia di mettere  la cheesecake in forno a 180-190° per 5 minuti in modo da glassare la panna e una volta raffredata, riporla in frigo per 6 ore circa. Altrimenti potete riporre direttamente la torta in frigo.

Potete gustare la vostra cheesecake in vari modi, sia semplice che guarnita con topping al cioccolato, fragola o caramello.

N.B. Per un risultato degno dei migliori pasticceri si suggerisce di preparare la cheesecake il giorno prima di servirla.

contributo di E.R.

Categories: Gastronomia e ricette